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DISCORSO DI MARIA MESRIAN
13 marzo 2021
DISCORSO DI MARIA MESRIAN
13 marzo 2021
TRASCRIZIONE
Il movimento Maria 2.0 fu fondato nel 2019. Il nostro gruppo è nato dall’orrore causato dalla conoscenza dell’abuso sessuale sui giovani nella chiesa e cosa significa l’occultamento di questi abusi. E il secondo punto che ci ha portato a fondare questo gruppo è la posizione delle donne nella comunità parrocchiali, che da anni partecipano al lavoro delle comunità, ma non hanno voce in capitolo nella chiesa. È stato doloroso vedere lo spaccato che esiste fra la parola di Gesú, che noi tutti amiamo, e la posizione della chiesa rispetto agli abusi sessuali che sono stati perpetrati. In questi due anni abbiamo mobilitato tante donne e tanti uomini che hanno fatto sentire la loro voce. Anche molti preti si sono uniti a noi perchè vogliono un’altra chiesa. Il più grande regalo per noi, soprattutto adesso qui a Colonia, è che molte delle vittime degli abusi si sono uniti a noi e ci ringraziano perchè ci siamo messi al loro fianco. Avevamo taciuto troppo a lungo. Per me personalmente è importante poter rimanere nella chiesa, che mi possa adoperare e impegnarmi per queste persone e che possa portare a far brillare nuovamente il messaggio di Cristo. (Il vescovo di) Colonia ha promesso una relazione sui fatti, che doveva essere pubblicata, e questa promessa non è stata mantenuta, perchè in questa perizia sarebbero (e sono) venuti fuori i nomi di vescovi ausiliari e dei vicari generali implicati negli abusi. E adesso abbiamo richiesto una seconda perizia (ndr. la seconda perizia è stata pubblicata circa due settimane fa). Esisteva la paura da parte della chiesa che questo sistema di omertà fosse scoperto. Le vittime degli abusi che hanno lavorato con il vescovato a questa perizia sono stati strumentalizzati. È una situazione dolorosa e in più si vede che la gente alla base della chiesa à i credenti non vogliono stare più sotto questo sistema autoritario. È un sistema autoritario che la gente non vuole più accettare perchè le persone vivono in democrazia. In più la diocesi di Colonia è una delle più ricche del mondo e solo poche persone all’interno di essa decidono come usare i soldi. Adesso si mobilitano molte persone intorno alle vittime affinchè la chiesa si prenda a carico la responsabilità morale, non solo giuridica. Questa è la situazione attuale a Colonia. Abbiamo scritto una lettera al Santo Padre affinchè mandi qui degli osservatori che prestino attenzione alla situazione a Colonia, perchè la crisi è molto profonda. Non abbiamo mai ricevuto una risposta, ma successivamente siamo venute a conoscenza che sussiste una denuncia contro di noi della Congregazione per la dottrina della fede Cattolica (la Santa Inquisizione). Ma finora non ho neanche visto una guardia svizzera davanti a casa mia. Le sette tesi: Abbiamo affisso le tesi perchè volevamo dimostrare che vogliamo un’altra chiesa, che si orienti al messaggio di Cristo, una chiesa che è libera, senza controlli e che va laddove ce n’è di bisogno, ossia dai più poveri. E il messaggio di Cristo è giustizia e amore per il prossimo. Tutto ció non lo vediamo nella struttura della chiesa. E soprattutto nella discriminazione della donna nella chiesa vediamo l’ingiustizia. Le reazioni erano incredibili. Siamo state seguite dalla stampa ed eravamo in tutti i telegiornali. La maggior parte delle persone e soprattutto coloro che sono usciti dalla chiesa si sono congratulate con noi. In Germania molti escono dalla chiesa non per risparmiare I soldi delle tasse ma perchè non possono conciliare con la loro coscienza il finanziamento di questa istituzione infatti in Germania le tasse della chiesa sono molto alte. Ciò che è più importante dell’affiggere queste tesi e che noi donne attraverso questo movimento ci siamo ritrovate, ci incontriamo regolarmente e celebriamo insieme la messa e preghiamo e questa è una forza molto importante. Celebriamo ciò in cui crediamo e invitiamo tutti perchè non vogliamo una chiesa che escluda le persone, perchè questo (=escludere) non fu fatto da Cristo: non era il suo obiettivo. Il Vangelo è un messaggio della vastità. Gesù ci ha invocato a una libertà dei figli di Dio e ora noi la pratichiamo. Non affrontiamo punto per punto il sistema di questa istituzione, ma mettiamo il dito nella ferita vivendo il vangelo come lo conosciamo. Questo è importante perchè il nucleo centrale del nostro lavoro in Germania è di mostrare dove le cose non funzionano e sono ingiuste. E ciò è una cosa nuova nella chiesa cattolica in Germania. Diciamo cos’è discriminazione, cos’è ingiusto e lo diciamo come donne credenti. E ciò è per alcuni vescovi difficile (da accettare). E tutto ciò lo facciamo perchè vediamo che i nostri figli/bambini e i nostri nipoti non si riconoscono in questa chiesa. Ma abbiamo vissuto anche esperienze di chiese positive e desideriamo condurre questo spazio rinnovato/rinnovabile anche in futuro Suor Filippa, con cui anch’io ho lavorato, ha scritto il libro perchè due vescovi le hanno detto che non esistono molte donne con la vocazione e che loro non possono credere che ciò sia possibile. In conseguenza di ciò Suor Filippa si è incavolata. E allora ha intervistato prima dodici donne e da 12 sono poi diventate 150 donne. Alcune di queste donne hanno raccontato come la vocazione si sia manifestata attraverso il loro lavoro nella cura pastorale e alcune più anziane hanno raccontato il dolore provato perchè questa vocazione non sia mai venuta alla luce e sia stata presa in considerazione. Ciò che è importante è che la maggior parte di queste donne non vogliono essere consacrate in questo sistema in cui è la chiesa oggi, in un sistema in cui il clericalismo ha prodotto molti problemi. I sacramenti sono segni della redenzione per le persone, per questo motivo pensiamo che naturalmente anche le donne sono in grado di battezzare, benedire i credenti, chiedere il perdono, dare l’estrema unzione ma tutto ciò non deve svolgersi necessariamente in un’esagerazione come il sacerdozio. Per esempio abbiamo tante donne che negli ospedali accompagnano i pazienti in fin di vita, magari a lungo però alla fine prima della morte deve venire un prete estraneo dal paziente a dargli l’estrema unzione. Questo non va bene soprattutto per i pazienti. Non c’è nessun motivo per cui le donne non possano offrire I sacramenti in modo efficace e redentori. La ragione che sta dietro a questo problema è che le donne non sono considerate uguali agli uomini. Ciò porta ad una misoginia/ostilità verso le donne che in molte culture rappresenta una problematica molto pesante per le donne, specialmente se guardiamo all’emisfero meridionale. Questa è la mia opinione. Altre donne hanno un’altra idea a riguardo. Credo che noi ci dobbiamo orientare di più all’esempio di Cristo e che la divisione fra laici e clero è problematica, perchè siamo tutti figli di Dio, proveniamo tutti da lui. La divisione porta ad una disparità di potere che non è salutare. Vediamo che una piccola parte della chiesa, lo 0,01%, appartiene al sacerdozio e questa parte decide sempre e su tutto e cißo ha portato ad una paralisi della chiesa. Il clero ha portato ad una situazione soffocante e immobile, che non fa pensare per nulla/minimamente al messaggio di Cristo. In Germania ci sono ancora comunità parrocchiali molto vive ma il divario fra queste comunità e le gerarchie ecclesiastiche è molto profondo. Celebriamo le messe nei locali delle chiese oppure anche fuori; soprattutto durante la pandemia abbiamo celebrato spesso fuori per es. in un prato ma ci ritroviamo naturalmente anche nelle chiese. La messa più grande l’abbiamo celebrata a Colonia di fronte al Duomo con centinaia di persone. Lì abbiamo celebrato una messa di Agape. Non vogliamo imitare l’eucarestia ma crediamo che la parola di Gesù “dove 2 o 3 persone sono riunite nel mio nome, anch’io sono con loro” è sempre valida. Quando dicono che solo un uomo può celebrare l’eucarestia è una discriminazione di fatto e un uso di potere non giustificabile. Non lottiamo contro ciò, ma celebriamo Agape e diciamo che Gesú è anche lì. Perché se ci viene negata (in quanto donne) la celebrazione dell’eucarestia dobbiamo trovare un modo di celebrarla con altre donne altrove. In questo modo riducono Dio, lo rimpiccioliscono. Non lo possiamo accettare perché Dio è molto più grande di quanto possiamo immaginarci e può manifestarsi in molti modi nelle sembianze di uomini e donne. E Dio è diventato un essere umano. Non siamo una setta. Organizziamo preghiera e molti sacerdoti ci sostengono in ciò. La nostra terra è cattolica, siamo nate li. Però non accettiamo che i protestanti non possano celebrare l’eucarestia con noi. Per questo invitiamo tutti anche gli evangelici/protestanti. Per noi non c’è nessuna divisione al tavolo del Signore. Abbiamo molte donne delle chiese evangeliche che ci appoggiano. Non aspettiamo che ci venga riconosciuto il diritto del sacerdozio. Riveliamo l’ingiusto e non accettiamo il proposito di Giovanni Paolo II che diceva di pensarci su (sul sacerdozio femminile). Ma dimostriamo allo stesso tempo che non ci interessa e andiamo avanti per la nostra strada. Altre azioni? Sì, la rete/connessione internazionale con altri gruppi è molto importante e sono felice di poter lavorare con Paola. Stiamo organizzando una grossa conferenza internazionale il prossimo anno, dove possiamo dare voce alle donne di molte nazioni. Cosa pensa del cammino sinodale? Non siamo parte del cammino sinodale, ma questo è molto importante per la chiesa. In Germania c’è stata una grande ricerca universitaria sugli abusi sessuali all’interno della chiesa. Questa ricerca ha portato alla luce 4 possibili motivi/cause di questi abusi. 1) l’esercizio del potere; 2) la morale della sessualità; 3) il celibato; 4) il ruolo della donna. Il cammino sinodale cerca soluzioni per evitare l’abuso sessuale in questa struttura e per questo motivo l’intera chiesa cattolica necessita questo cammino, perchè l’abuso sessuale è un tema ovunque nel mondo della chiesa cattolica. Non si tratta solo dell’abuso sessuale, ma anche di un abuso spirituale. La chiesa si deve rinnovare e non c’è nulla che lo impedisca. La sua missione è quella di riformarsi e di viaggiare al passo dei tempi. Come vedono le congregazioni femminili questo cammino? Ci sono molte suore in cammino con noi, perché nei monasteri le suore sono da sempre autodeterminate e indipendenti dagli uomini e adesso scoprono anche un’indipendenza in campo spirituale e con Corona questa tendenza è stata accelerata. E le suore hanno scoperto che la spiritualità femminile non necessita un uomo. Quello che voglio sottolineare è che quando ci si sente tristi e frustrate incontrarsi in gruppi di donne con cui pregare aiuta molto. Perchè sarà difficile/improbabile che la chiesa cambi. Noi possiamo cambiare, noi siamo il cambiamento. Maria 2.0 fa interventi per cambiare il linguaggio all’interno della chiesa rivolto al femminile? Sicuramente! Lavoriamo con teologhe femministe. Naturalmente l’equità deve apparire anche nel linguaggio. Lavoriamo anche con femministe al di fuori, che non fanno parte della chiesa, perché alla fine la nostra lotta è affermare la dignità delle donne non solo all’interno della chiesa ma globalmente. A volte il termine “femminismo” è interpretato negativamente, ma io lo interpreto come un lavoro fra esseri umani non solo donne o solo uomini ma esseri umani. Può descrivere come si svolgono le loro celebrazioni? Così come siamo abituate. Cantiamo, preghiamo le curie (?), a volte dividiamo il pane e il vino (non sempre e durante la pandemia è difficile), ci benediciamo esattamente come nella messa che conosciamo soltanto più libere e con nostri testi. E con molta interpretazione e discussione dei testi che portiamo. È una celebrazione più semplice. Come sono i rapporti con le donne teologhe? C’è un’organizzazione di teologhe come in Italia? Lavoriamo a stretto contatto con le teologhe nelle università. Ci sono molte reti di lavoro. Siamo piccolo gruppi di donne in diverse comunità parrocchiali. Non abbiamo una struttura come in una associazione o un circolo. Ognuno/a può fondare
Maria 2.0.
Perchè Maria 2.0? Perchè Maria era una donna forte e vogliamo mettere in evidenza esattamente questa immagine di Maria e non la figura di donna/serva silenziosa che gli uomini ci vogliono attribuire.
Come crede che Papa Francesco vede questo movimento? Credo che se ci conoscesse gli piaceremmo. Maria 2.0 si ispira a Maria di Bethania o a Maria Magdalena? A Maria madre di Gesú anche se ci sono altre Marie molto forti come Maria Magdalena. No, ci riferiamo alla prima testimone.
Avete avuto l’appoggio di sacerdoti e questi hanno subito ritorsioni per questo motivo? No al contrario. Il gruppo è forte e nel caso in cui i sacerdoti hanno avuto problemi con i loro superiori, li abbiamo aiutati. Il problema (per la chiesa) è che noi siamo così “cattoliche” che non possono incolparci di eresia. Per esempio io ho 5 bambini e mi chiamo Maria.
Superamento dell’eucarestia nel mondo cattolico? L’eucarestia è così preziosa ed è un regalo che Gesú ci ha dato, ma se viene abusata per escludere le donne tradisce la sua ragione d’essere. Per questo motivo sono per una sua interpretazione più ampia di quella che conosciamo.
Cosa pensi della nomina di Beate Gilles? È un grande passo per i vescovi tedeschi e, detto fra noi, non si sarebbero potuti permettere di eleggere un uomo nella situazione attuale. Ma è naturalmente un passo piccolo, perchè la discriminazione della donna nella struttura della chiesa sussiste e la nomina di questa donna purtroppo non cambia niente in questa situazione.
Possiamo celebrare insieme ? Si naturalmente! Con piacere.